Prima parte dell Inchiesta fatta da parte della Direzione di questo sito che riguarda i rapporti tra ex proprietari e nuovi proprietari della Fonderia della Torre srl
La seconda parte e’ in fase di elaborazione e parlerà delle responsabilità dei diversi soggetti con prove e documenti inediti

Ricostruzione documentale di una società già compromessa prima del trasferimento di proprietà
Questa pagina ricostruisce, sulla base di documenti, comunicazioni e analisi indipendenti, la fase di gestione di Fonderie della Torre S.r.l. riconducibile alla precedente proprietà e amministrazione Bezzi–Ruga.
La ricostruzione che emerge è quella di una società già in grave squilibrio economico e patrimoniale prima della cessione, con elementi che sollevano interrogativi rilevanti sulla correttezza della gestione precedente e sulla rappresentazione fornita ai terzi.
I fatti qui riportati non sono valutazioni soggettive, ma risultano da atti e verifiche documentali.
Analisi completa dei dati societari fondamentali
In questa sezione vengono approfonditi i dati essenziali, illustrando con chiarezza le principali performance e gli esiti ottenuti.
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IL CONTESTO PRIMA DELLA CESSIONE
Dalla documentazione analizzata emerge che, già prima della cessione, la società presentava criticità strutturali rilevanti, tra cui:
- crediti di dubbia o nulla esigibilità accumulati nel tempo
- valori di magazzino e immobilizzazioni non supportati da riscontri analitici attendibili
- Capitale Sociale pari a 0 – già eroso dal 2023
Secondo le analisi indipendenti disponibili, le rettifiche necessarie avrebbero potuto incidere in modo determinante sul capitale sociale prima ancora della cessione, imponendo una gestione prudente e conservativa.
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LA GESTIONE BEZZI–RUGA ALLA LUCE DEI DOCUMENTI
Nel periodo riconducibile alla gestione Bezzi–Ruga, la società risulta caratterizzata da:
operazioni patrimoniali rilevanti effettuate in una fase di forte tensione finanziaria
una conduzione amministrativa priva di adeguata struttura e tracciabilità
una rappresentazione dei dati economici non coerente con gli elementi emersi successivamente
Tali elementi, valutati nel loro insieme, delineano una gestione che non appare orientata alla tutela dell’integrità patrimoniale della società, soprattutto in una fase di conclamata difficoltà.
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OPERAZIONI E DECISIONI CHE SOLLEVANO INTERROGATIVI
Dalla documentazione disponibile risultano operazioni e comportamenti che meritano particolare attenzione, tra cui:
- l’utilizzo di beni e risorse della società in un contesto di forte squilibrio finanziario
- il trasferimento di asset e crediti in prossimità della cessione
- l’assenza di misure idonee a contenere l’aggravamento della situazione economica
Questi elementi contribuiscono a rafforzare la ricostruzione di una società progressivamente svuotata della propria capacità di tenuta, prima ancora di essere ceduta.
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DOPO LA CESSIONE: UNA CONTINUITÀ CHE EMERGE DAI FATTI
La documentazione successiva alla cessione mostra che Marco Bezzi ha continuato a:
- intrattenere rapporti operativi con fornitori e clienti
- impartire indicazioni di natura gestionale e strategica
- utilizzare beni aziendali
- svolgere attività estere connesse all’operatività della società
Questi elementi, risultanti da email e comunicazioni interne, pongono seri interrogativi sulla reale discontinuità della gestione dopo il trasferimento formale della proprietà.
UNA CESSIONE “DI COMODO”
SU UNA BASE GIÀ COMPROMESSA
Alla luce dei fatti documentati, emerge una sequenza chiara:
- una società già in difficoltà sotto la gestione Bezzi–Ruga
- una situazione economico-patrimoniale compromessa prima della cessione
- una continuità operativa che non risulta interrotta in modo netto
Questa sequenza consente di comprendere come il dissesto non possa essere ricondotto esclusivamente alla fase successiva alla cessione, ma affondi le proprie radici nella gestione precedente.
Questo sito non formula accuse né sostituisce le autorità competenti.
Si limita a rendere accessibili fatti e documenti che mostrano come la fase di gestione Bezzi–Ruga abbia avuto un ruolo centrale nel determinare le condizioni in cui la società è stata ceduta.
La comprensione del caso passa dalla ricostruzione dei fatti, non dalle versioni.
Ricostruzione Societaria Dettagliata
Questa pagina presenta un’analisi approfondita, basata su dati verificabili, per ricostruire la storia e la gestione di un caso aziendale.

Cronologia dei Fatti
Una linea temporale precisa che illustra gli eventi principali della vicenda societaria.

Gestione Pre-Cessione
Analisi dettagliata delle attività e decisioni prima della cessione societaria.

Gestione Post-Cessione
Valutazione delle dinamiche e degli sviluppi successivi al passaggio di proprietà.
CRONOLOGIA ESSENZIALE DEI FATTI (TIMELINE)
Periodo antecedente alla cessione
- La società presenta criticità economico-patrimoniali rilevanti, originate in esercizi precedenti.
- Si accumulano crediti di dubbia o nulla esigibilità.
- I valori di magazzino e di alcune poste patrimoniali non risultano supportati da contabilità analitica verificabile.
- Non emergono misure idonee a preservare l’integrità patrimoniale in una fase di squilibrio conclamato.
Fase immediatamente precedente alla cessione
- Vengono effettuate operazioni su asset e crediti della società. Cessione di crediti ai Soci Bezzi
- Si registra l’utilizzo di risorse aziendali in un contesto di forte tensione finanziaria.
- La società viene avviata alla cessione pur trovandosi su una base economica già compromessa. capitale sociale completamente azzerato dalle perdite
Momento della cessione
- Il trasferimento di proprietà avviene quando le criticità risultano già presenti e strutturali.
- La cessione non interviene su una società in equilibrio, ma su una realtà già deteriorata.
Periodo successivo alla cessione
- Emergono comunicazioni email operative inviate da Marco Bezzi.
- Vengono impartite indicazioni su fornitori, ordini e attività aziendali.
- Si riscontra l’utilizzo di beni aziendali e la richiesta di rimborsi.
- Proseguono attività estere riconducibili all’operatività commerciale con paesi sottoposti ad blocchi commerciali come la RUSSIA e quindi transazioni non tracciate
Questa cronologia è ricostruita esclusivamente sulla base dei documenti disponibili.
ELEMENTI DI CONTINUITÀ CHE EMERGONO DAI DOCUMENTI
Dalla documentazione successiva alla cessione emergono elementi oggettivi che indicano una continuità operativa:
- il mantenimento di rapporti con clienti e fornitori
- l’intervento diretto del BEZZI nelle decisioni operative
- l’utilizzo di strumenti e risorse aziendali da parte di BEZZI
- la presenza attiva in attività commerciali estere manovrate dal Bezzi
- Pretese di gestione delle email inerenti le entrate delle vendite
Questi elementi non risultano compatibili con una totale e immediata cessazione del ruolo operativo della precedente gestione.
La continuità non è dichiarata:
è evidente e deducibile dai fatti.


LA RAPPRESENTAZIONE DELLA SOCIETÀ E LA REALTÀ DOCUMENTALE
Dal confronto tra:
- la situazione documentata
- e la rappresentazione della società in fase di cessione
emerge una divaricazione rilevante.
I documenti successivi mostrano una società:
- già in grave squilibrio che opera senza essere disturbata
- priva di una reale capacità di tenuta patrimoniale
- non coerente con l’immagine di una crisi sopravvenuta solo dopo la cessione
- Dalla ricostruzione dei fatti emerge un dato oggettivo: le condotte che determinano il dissesto si collocano temporalmente prima della cessione, mentre l’intervento giudiziario si manifesta solo successivamente, quando la crisi è ormai irreversibile.
- Questa dinamica pone un interrogativo strutturale sul rapporto tra tempo delle decisioni e tempo degli accertamenti.
- Sono vere le affermazioni fatte in più occasioni, secondo quanto riferito da soggetti coinvolti nei rapporti operativi, Marco Bezzi avrebbe fatto riferimento alla propria capacità di influenzare controlli e verifiche, vantando relazioni e contatti che avrebbero garantito una presunta copertura o agevolazione.
- Nel contesto locale, il cognome Bezzi risulta essere associato a una figura storicamente “nota”.. nell’ambiente territoriale di riferimento.
- Tale circostanza è qui richiamata esclusivamente in quanto elemento del contesto relazionale percepito, senza attribuire alcuna qualifica o valutazione di natura penale.
- Il presente sito non attribuisce alcuna veridicità a tali affermazioni, che vengono riportate unicamente per descrivere il clima e le modalità relazionali emerse nel contesto della gestione.
🔥 DOMANDA CHE I FATTI PONGONO
Senza formulare accuse, i documenti pongono interrogativi inevitabili:
- perché una società già in difficoltà viene ceduta senza una preventiva e completa emersione delle criticità?
- perché la gestione precedente continua a manifestarsi operativamente anche dopo la cessione?
- perché l’utilizzo di risorse e beni aziendali prosegue in assenza di un titolo formale?
- a chi vengono attribuite le conseguenze di una crisi che risulta preesistente?
- Dove sono finiti i soldi dei TFR dei dipendenti durante la gestione Bezzi RUGA ?
- Risulta una cessione del credito di oltre 100mila euro a favore dei Soci ?
- BEZZI e RUGA perché non pagavano i loro fornitori e usavano fare accuse per non pagare ?
Queste domande nascono dai fatti, non dalle interpretazioni.
IL PUNTO DI SNODO: PRIMA O DOPO LA CESSIONE?
La ricostruzione documentale conduce a un punto centrale:
il dissesto non nasce dopo la cessione, ma si manifesta pienamente prima, sotto la gestione Bezzi–Ruga.
La fase successiva appare piuttosto come:
- il momento in cui una situazione già compromessa diventa evidente
- e in cui le conseguenze di una gestione precedente si scaricano su altri soggetti
Questo dato emerge dalla sequenza temporale, non da valutazioni soggettive.
CONCLUSIONE FACT-BASED
Questo sito non formula imputazioni e non anticipa giudizi.
Ma la documentazione mostra che:
- la crisi è preesistente
- la gestione precedente ha un ruolo centrale nella sua genesi
- la cessione non interrompe nettamente la continuità operativa
- il dissesto non può essere letto come un evento improvviso e successivo
Quando i fatti sono ordinati cronologicamente, la responsabilità del tempo diventa evidente.
I documenti non accusano.
Ma non assolvono nemmeno.
Tutti i contenuti sono basati su documenti, comunicazioni e analisi indipendenti.
Ogni valutazione giuridica spetta esclusivamente alle autorità competenti.
Un elemento ricorrente nei casi di dissesto societario è la tempistica dell’intervento giudiziario.
L’azione della Magistratura si attiva, nella maggior parte dei casi, solo quando il dissesto diventa manifesto, ossia dopo che la società ha cessato la propria continuità operativa o è stata trasferita a nuovi soggetti.
Nei fatti documentati, l’intervento arriva quindi a valle, quando le scelte gestionali determinanti sono già state compiute.
Capitale sociale pari a zero eroso dai debiti
Dichiarazioni Iva omesse
Crediti vantati verso società già Fallite
Attrezzature e magazzino vetusto sovrastimato
Bilanci assolutamente da verificare
L’accertamento giudiziario, per sua natura, si attiva quando il dissesto diventa evidente.
Ma a quel punto, chi ha assunto le decisioni determinanti non è più formalmente alla guida della società.
Perché l’intervento giudiziario arriva solo dopo la cessione?
I documenti mostrano che
il dissesto si forma prima della cessione, sotto una gestione ormai uscente.
I fatti documentati mostrano che:
– le decisioni rilevanti vengono assunte prima
– il deterioramento patrimoniale è già in atto
– la cessione interviene su una società già compromessa
